La produzione musicale di Battiato, al netto della sua figura, ha contribuito a formare una parte discreta del mio immaginario di ragazzino, ed ancora oggi le immagini evocate lavorano le mie percezioni sull’Oriente nel senso più Saidiano del termine. Un Oriente che va dai Balcani al Giappone, dal Maghreb agli indiani d’America. Un Orientalismo, quello di Battiato, nel senso migliore del termine, che faceva emergere un Oriente sconfinato e coinvolgente, gerarchico e poetico, i luoghi cantati assumono le fisionomie sfumate di un abisso che non puoi comprendere e conoscere ed entrano, in questa forma, nell’immaginario. Topoi come Mustafa Barzani, Tirana, Leningrado, Berlino est, il deserto ecc vengono continuamente evocati con referenza ed ammirazione.
Se quello che viene configurato è un oriente, a mio avviso, almeno in parte decoloniale, mai pienamente comprensibile all’ascoltatore a causa della sconfinatezza dei discorsi che si sublimano al suo interno, allo stesso tempo sarebbe infinitamente interessante tracciare una mappa degli stereotipi evocati ed anche costruiti da Battiato stesso nel tracciare la fisionomia dell’Oriente cantato nelle sue canzoni. Perché se è vero che viene data un’interpretazione sicuramente positiva dell’Oriente, almeno ad una prima lettura, d’altra parte è innegabile che venga proposta una lettura dello spazio e della realtà slegata dalla razionalità concreta ma mistica e spirituale, che poi il cantautore esalti quest’ultima davanti alla miseria dell’occidente razionale è un discorso con una valenza secondaria. Ciò ovviamente non per sminuire il valore complessivo delle immagini evocate che rimane, per me, piacevole, ma perché sarebbe effettivamente interessante studiare la tipologia di oriente evocato nella cultura pop Italiana, visto che si tratta di un fenomeno Pop che ha contribuito a formare l’idea di centinaia di migliaia di persone su cosa ci sia ad est.
L’intro di voglio vederti danzare, dove usa un latinismo per descrivere la latinizzazione della lingua araba è forse uno degli esempi più lampanti di ciò. Combatto l’imperialismo linguistico con i mezzi stessi che l’imperialismo linguistico mi ha fornito. Più o meno lo stesso effetto che avrebbe dire ” Voglio portare un challenge a chi si ostina a mettere parole inglesi quando parla italiano”
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